venerdì 11 maggio 2012

Cosa cazzo è successo?

Probabilmente è quello che vi starete chiedendo tutti. E probabilmente ormai l'avrete capito che questo piccolo e sporco angolo del web sta cadendo in disuso. Dico "sta cadendo" come lo si potrebbe dire di uno che è precipitato un paio di minuti fa da un'aereo di linea senza paracadute: ancora non avrà raggiunto il suolo ma è comunque un uomo morto.
Ed è per non prolungare ulteriormente l'agonia di questo spazio e di chi ancora lo seguiva (se c'è rimasto qualcuno) che ho deciso di decretarne ufficialmente il decesso. Nulla più di un'eutanasia digitale per un degente altrimenti condannato allo stato vegetativo irreversibile. Cosa buona e giusta. L'ho fatto tante volte ormai, una in più non farà molta differenza.

Come sempre avviene in questi casi, le motivazioni che hanno portato al disuso e alla conseguente decisione di chiusura sono molteplici: senza stare ad elencarle tutte, vi dico solo che non ne potevo più di scrivere sempre le stesse cose. Ci si può lamentare delle peggiori cazzate tanto per fornire una digressione piacevole alla gente, ma alla lunga diventa banale e infantile oltre che terribilmente superfluo. E di cose superflue in questo bellissimo (?) web 2.0 ce ne sono già veramente troppe. I tempi in cui viviamo fanno schifo, ma schifo per davvero, e i problemi veri ce li abbiamo sotto gli occhi ogni giorno, tanto che scriverne sperando di ricavarne chissà quale inedito e provocatorio punto di vista sembra senza senso. Forse non sarà proprio così, ma il vero nocciolo della questione è un altro: è che scrivere di certe cose, comunque le si giri, non è divertente.
E a me piaceva pensare di farle ridere le persone, di farle staccare di quando in quando dal guano ribollente della quotidianità per unirsi assieme a me ad un simbolico adulterio di tutto ciò che è sacro, specialmente quando lo è solo in apparenza. Con qualche piccola riflessione di contorno magari, certo. Ma così come vanno le cose adesso trovo sempre meno di cui ridere. Di conseguenza, a far ridere non ci riesco.
Perfino Leopardi che non era proprio un comico diceva che "terribile ed awful è la potenza del riso"...ma quando si ride con la merda fino al collo non si è forti nè saggi, ma solo dei gran coglioni. Questo almeno è il mio parere.

C'è comunque un aspetto in particolare della faccenda che ci tengo a mettere in chiaro una volta per tutte: Internet sta diventando ai miei occhi una vera e autentica cloaca maxima dello spam mediatico. Non bastava tutta la merda che si vede ogni giorno in televisione, tutti gli imbecilli disposti a fare le peggiori puttanate pur di mostrare 5 minuti il proprio grugno schifoso a un milione di persone, no, c'era bisogno di rendere anche la Rete la succursale dello squallore, del camwhoraggio pro-celebrità insulse nate dallo sterco e destinate a scomparire nello stesso identico sterco tempo pochi mesi. Il tripudio della notorietà usa e getta, della scomparsa di qualsivoglia dignità in favore di uno show 24/7 di demenza che corre nelle internet identity improvvisate e nei miliardi di post di faccialibro o del social merdwork di turno, fogne nella fogna dalle quali sono riuscito fino ad oggi a stare per mia fortuna alla larga. Trovo triste, squallido e avvilente che la gente non si faccia più il minimo problema a spammare la propria faccia ovunque, a mettere nome e cognome anche nelle peggiori stronzate, decretando ogni giorno la fine di quell'anonimità gloriosa che era l'Internet di una volta. Quello spirito anarchico dei forum di un tempo, dove tu eri il tuo nick e solo il tuo nick, e in quello spazio virtuale si costruiva un mondo a parte, separato dallo schifo della quotidianità, dove potevano nascere discussioni costruttive e sodalizi tutti speciali, sempre delimitati e ben separati dalla realtà. Oppure quella che un tempo era la cultura degli Anonymous, un universo a sè stante dove non esisteva il singolo utente ma solo una collettività disomogenea e bastarda accomunata da uno spirito di eversione sopra ogni cosa. Tutto morto o quasi in favore dei flame su chi ce l'ha più lungo tra Edward Cullen e Jacob Black, delle gare su chi la sa più lunga a colpi di citazioni pescate a caso su Twitter e degli imbecilli che si credono irriverenti e arguti spammando i MEMI ovunque e mandando a puttane così la prima e la seconda regola dell'Internet. Il trionfo della comunicazione del superfluo sopra tutto il resto. Più mi guardo intorno più sento il bisogno di allontanarmi da questo schifo, ho quasi paura di esserne contagiato, infettato, è come se stessi osservando Matrix diventare una versione semipornografica di Habbo. Per questo voglio abbandonare la nave finché sono in tempo, prima che qualche stronzo mi chieda di pubblicare le mie lamentazioni attraverso videodiari su Youtube.
Proprio vero che più un mezzo si diffonde, più la gente finisce per trasformarlo nello specchio caricaturale di se stessa. Per il momento la sola cosa che si salva è il porno, speriamo solo che non cominci a circolare su Facebook anche quello...

Quindi tirando le somme: è stato bello finché è durato, mi mancherete, ci mancherai, sei uno stronzo, andate tutti affanculo eccetera eccetera.
Se non altro sarete sicuri che non mi sono convertito al Rinnovamento e non ho avuto visioni mistiche nel frattempo. Anzi, mi son pure sbattezzato ufficialmente, aka ufficialmente scomunicato (vedi: apostasìa). Non per scherzo ma per davvero. E son contento assai.

Ringrazio tutti quelli che hanno seguito, e a quei pochi che sono riusciti a contattarmi direttamente chiedo scusa fin da ora se in futuro non sarò più reperibile in nessun modo: è che sto tentando di debellare ogni vecchia traccia del mio passaggio sulla Rete. Questione di rinnovamento d'immagine sapete, ho dei trascorsi che è meglio nascondere, grandi progetti per il futuro, sono un terrorista, ma anche no. In sintesi sono cazzi miei.

Ciao stronzi.

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